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sabato 6 aprile 2013

Siamo figli dell'ecologia

Siamo in tutto e per tutto figli dell’ecologia: tra eruzioni catastrofiche, correnti oceaniche, glaciazioni, frammentazione di habitat, oscillazioni dei livelli dei mari e climi mutevoli, colonizzazioni di arcipelaghi, colli di bottiglia e diversificazioni culturali, le cose potevano andarci diversament su questo pianeta instabile e nonostante tutto accogliente.

Il risultato è che prima della Storia con la maiuscola ci sono state molte preistorie con la minuscola, la cui trama era composta da una molteplicità di forme umane conviventi*, ciascuna con propri adattamenti e riadattamenti specifici, con un universo cognitivo, emotivo e comunicativo probabilmente diverso, con abitudini e abilità figlie di percorsi storici cugini in territori ed ecosistemi differenti.

In futuro dovremo capire come sia stato possibile che nell’ultimo frangente di questa storia siamo rimasti soli e abbiamo imposto a tutti , ad altri umani e non umani, il nostro “progresso prepotente“, come lo ha definito il genetista Cavalli-Sforza.

Telmo Pievani, La vita inaspettata, Milano 2011, pag 46-47

* Circa 40 000 anni fa camminavano sul pianeta almeno quattro diverse specie del genere Homo: neanderthalensis (Europa e Asia), floresiensis (Indonesia), Denisova (Siberia), oltre naturalmente ai sapiens.

Un concetto che Pievani aveva già espresso in Homo sapiens e altre catastrofi, aggiornato con le nuove scoperte riguardo all'umenità più recente. Un tema sempre comunque interessante!

Fonte:
EcoBlog

mercoledì 13 marzo 2013

Neandertaliani estinti a causa della vista

Uno studio recente effettuato da Chris Stringer, esperto sulle origini dell'umanità del Museo di Storia Naturale di Londra, e Eiluned Pearce e Robin Dunbarnd dell'Università di Oxford, ha permesso agli studiosi di presentare una nuova teoria sull'organizzazione dei cervello nei neandertaliani.

Lo studio ha comparato 25 crani di Homo neanderthalensisi e 39 crani di Homo sapiens tutti compresi tra i 27 e i 200 mila anni fa.

Cranio neandertaliano (a sinistra) e cranio sapiens (destra)
© Chris Stringer/Musée de l'Homme Paris

Detto in breve, questi studio hanno dimostrato che il cervello neandetaliano aveva uno spazio maggiore dedicato alla vista, e questo ha inficiato sullo sviluppo di altre zone, causando una minore capacità di coordinarsi in gruppi sociali grandi.

[fonte: Natural History Museum]

martedì 5 marzo 2013

I volti dei nostri antanati

Ultimamente pare che gli antenati dell'umanità destino un certo interesse. Ieri parlavamo del più antico mammifero placentato, oggi scopro un bel video che mostra il volto degli ultimi 7 milioni di anni di evoluzione umana, a partire dal Sahelanthropus tchadensis fino ad arrivare al sapiens.

Il video si intitola "Faces of Our Ancestors", è stato realizzato con l'effetto morphing dal Senckenberg research institute di Francoforte in collaborazione con altri enti, e dura poco più di un minuto. Eccovelo.
Tra i vari volti dopo circ 30 secondi a me pare proprio di riconoscere Lucy! :)

lunedì 4 marzo 2013

Diamo un nome al nostro antenato!

Un team internazionale di scienziati ha analizzato il più grande set di dati di tratti genetici e fisici e ha scoperto che i mammiferi placentati si sono diversificati nelle linee di discendenza odierne più tardi di quanto si pensava: dopo l'estinzione avvenuta 65 milioni di anni fa che portò alla scomparsa dei dinosauri.

Ci sono due principali tipi di dati per la costruzione di alberi evolutivi della vita: i dati FENETICI, che comprendono osservazioni anatomiche e comportamentali raccolte da campioni fisici e dati genetici, dalle analisi del DNA. Il nuovo studio combina dati genetici e fenetici in una analisi simultanea per un quadro più completo.

Basandosi si questi dati e queste scoperte, è stato anche realizzato un disegno per permetterci di osservare come doveva apparire questo nostro antenato.



A me ricorda molto il Purgatorius!

Comunqe, poiché si tratta di una specie solo "ipotizzata", senza conferme fossili, non le si può dare un nome scientifico. Dovremmo quindi accontentarci di un "soprannome". La cosa divertente è però che possiamo essere noi a sceglierlo!

QUESTO sito ha infatti lanciato la campagna "The Naming of the Shrew"! Per inviare il proprio suggerimento scrivere a QUESTO oppure scriverlo su Titter con l'ashtag #nameyourancestor.
Purtroppo il contest scade già domani, ma dopo di allora si potrà comunque votare tra i nomi pervenuti il nostro preferito.

Per aggiornamenti tenete d'occhio il sito Radiolab.

Fonti:

mercoledì 6 febbraio 2013

Mary Leakey

Oggi è il centesimo anniversario della nascita di Mary Leakey, paleoantropologa famosa soprattutto per la scoperta, insieme al figlio Richard delle impronte di Laetoli, in Tanzania, attribuite alla specie Australopithecus afarensis. In pratica furono la prova, negli anni delle più entusiasmanti scoperte sugli antenati dell'umanità, che 4 milioni di anni fa c'erano degli ominidi che camminavano eretti.

Google ci ricorda del suo compleanno con un Doodle a lei dedicato, che mostra proprio la scoperta delle orme: